La Vita Inizia Prima della Nascita

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La Vita Inizia Prima della Nascita

Il ruolo centrale della vita prenatale per un sano sviluppo del corpo, dell’anima e dello spirito.

Cambiamo il mondo un bambino alla volta!

Marisa Bettio e Marcello Pamio

Tutto ciò che abbiamo vissuto dalla nascita fino ad oggi, tutte le esperienze che ci sono venute incontro sono memorizzate…

Sono un’ostetrica e mi occupo di questo da quasi trent’anni.

La mia prima esperienza di comunicazione prenatale l’ho ricevuta da mio figlio Riccardo circa 28 anni fa. In quel periodo non pensavamo ad un figlio per cui non era in preventivo una gravidanza e infatti usavamo dei contraccettivi. Nonostante tali precauzioni il destino volli che rimanessi incinta…

Ebbi delle titubanze se tenerlo oppure no, fino a quando una notte in sogno mio figlio Riccardo mi disse: “Mamma io sono tuo figlio. Fai quello che è più giusto per te, ricorda però che tu sei la mia insegnante, ma io sono il tuo Maestro”: Quando al mattino mi svegliai ricordandomi il sogno nitidamente, tutti i dubbi svanirono come una bolla di sapone. Così nacque Riccardo e così io venni iniziata in questo viaggio meraviglioso che dura ancora oggi.

Un altro segnale prenatale mi è arrivato anche da mia figlia Lindaluna. Ero nella sua dolce attesa, ma in quel periodo non ancora qual era il suo sesso. Una notte in sogno mi appare una bambina dai capelli lunghi e biondi, occhi chiari di circa 5 anni, la quale mi disse: “mamma tu hai il compito di creare un centro di aggregazione per nuovi genitori in attesa di nuovi bambini”. Mentre stava andando via, si voltò dicendomi: “questo luogo si chiamerà La Decima Luna”. Alla mia domanda sul perché di questo nome, lei mi disse sorpresa “mamma perché ci vogliono dieci lune per far nascere un bambino!”. Sorridendo se ne andò via…

All’epoca ero al terzo mese di gravidanza e alla mattina mi svegliai e raccontai il sogno a mio marito, che guardandomi un po’ stralunato pensò fossi stanca e provata dalla gravidanza. Io invece la mattna stessa andai ad informarmi su come costituire un centro per genitori in attesa. Così nacque l’associazione “La Decima Luna”, l’8 marzo del 1991.

Lindaluna nacque ad aprile ed era una bambina bionda con gli occhi verdi, esattamente come quella che vidi in sogno…

Più passa il tempo e più mi convinco che l’essere umano può essere aiutato e trasformato – partecipando così al cambiamento di questo pianeta Terra – se e solo si raggiungesse una consapevolezza profonda che tutto quello che ci accade nella vita deriva dal periodo prenatale.

A tal proposito alcuni ricercatori in questo ambito sostengono che le problematiche che una persona vive in ogni decennio della propria esistenza hanno a che fare con un mese specifico della gravidanza.

Il primo mese di gravidanza sembra collegato con il primo decennio di vita, il secondo mese con il decennio dai 10 ai 20 anni, e così via.

Quindi ad esempio una problematica vissuta dalla madre nel quinto mese di gravidanza, si può riflettere sul decennio che va dai 50 ai 60 anni.

In questa delicatissima fase a partire dalle primissime cellule dell’impianto dell’uovo ad opera dello spermatozoo e durante tutti i nove mesi successivi, si seminano le condizioni di sviluppo psicofisico e spirituale del futuro uomo.

L’esempio più calzante è quello del contadino che deve seminare un campo: prima va sistemato e dissodato il terreno eliminando le erbacce e tutto quello che può impedire la semina (rovi, pietre, ecc.). Dopo aver creato così l’ambiente più consono alla crescita e alla vita, si passa alla semina vera e propria.

La morale è molto semplice: se si semina in un terreno non fertile, inquinato, dissestato i  risultati non saranno ottimi.

Partendo da questo banale esempio si può affermare che se i genitori fossero veramente consapevoli di quello che sta avvenendo dal punto di vista fisico, emotivo e spirituale nella creatura che si sta formando dentro la mamma forse sarebbero più attenti a non trasmettere ansia, angoscia e paura, (la televisione e i telegiornali sono maestri in tutto questo). Come dice il biologo statunitense Bruce Lipton: i genitori sono dei veri e propri ingegneri genetici che formano e informano il bambino.

La mamma in gravidanza è una spugna che assorbe tutto; non a caso la sua sensibilità è maggiore rispetto qualsiasi altro periodo della sua vita.

Si aprono addirittura certi canali sensoriali non visibili all’occhio umano (detti antakarana) ma percepibili dalle persone con facoltà extrasensoriali. Questi canali entrano dalla sommità del capo, passano attraverso la spina dorsale, arrivano giù fino alla terra e tornano verso il cielo creando così un collegamento tra noi e il Tutto, un ponte tra l’Uomo e il Cielo (la forma è quella del toroide o toroidale)[1].

Questi canali, che qualsiasi essere umano ha, normalmente hanno uno spessore di circa un centimetro, mentre nella donna in gravidanza tale spessore si allarga molto di più. Ecco perché le mamme possono ricevere comunicazioni sottili dai cosiddetti piani superiori. Immaginiamo di abitare al primo piano di un palazzo: in gravidanza riceviamo informazioni e intuizioni anche da coloro che abitano al settimo piano

Un’evidenza molto semplice è che una donna in gravidanza, quando esegue un rilassamento lo trova automatico. È gran difficile trovare una donna in dolce attesa che non sia in grado di rilassarsi.

Solitamente questa donna è una vera e propria porta aperta sull’infinito.

Con tali aperture spirituali è facile immaginare quali bellezze sia possibile seminare, giusto per tornare all’esempio del campo di prima, cioè la creatura che si sta sviluppando dentro il grembo materno.

Nel mondo duale questa porta può essere aperta sia verso il bene che verso il male. Una mamma che vive nella gioia, nella pace, nella serenità e nell’amore proprio e del suo compagno, riceverà un sano nutrimento per lei e per la sua creatura, che ricordiamo essere un adulto in divenire. Al contrario se la donna vivrà male la sua condizione rimanendo ricettiva a stimoli negativi, tutto ciò andrà a discapito di un sano sviluppo del bambino.

Per il bimbo sono basilari tutti i valori ricevuti da una madre e un padre che lo hanno desiderato, voluto e amato a partire dal concepimento e durante tutto il periodo prenatale. Questa creatura, a prescindere dalla vita adulta che intraprenderà, sarà essere un uomo o una donna felice e libero, e non un infelice della società, arrabbiato da mattina a sera.

Un libro letto ultimamente, che si intitola “La medicina del futuro; la realtà nascosta della malattia” di Giorgio Mambretti, riporta queste parole molto significative: “Tutto quello che è successo nel momento del concepimento, durante la gravidanza, la nascita e nei primi anni di vita, è registrato.”

Sempre più studiosi stanno comprendendo che già nel momento del concepimento (figurarsi nei nove mesi di gravidanza, le famose dieci lune) viene registrato dal feto tutto quello che avviene nel mondo esterno, nel bene e nel male…

Lo ripeto da sempre: se tutti avessero dato ai loro bambini le giuste attenzioni e l’amore, forse la nostra società odierna sarebbe diversa.

Nell’antica Grecia le donne incinte vivevano tutte insieme dentro grandi case circondate da un ambiente sereno, nel verde e nella tranquillità, affinché i loro bambini si sviluppassero in una condizione di estrema protezione e si nutrissero del vero e del bello, immersi nella natura, perché ovviamente la natura è il luogo dove una persona si può rilassare e vivere in armonia ed equilibrio.

Cosa si può desiderare di più per il nostro figlio di un ambiente pulito sotto tutti i punti di vista? Questo gli conferirà forza e vigore anche dopo la nascita e per tutta la sua esistenza terrena.

L’epigenetica, una nuova disciplina della scienza sviluppata accanto alla genetica, ha messo in evidenza l’importanza e il ruolo dei genitori, quale ambiente di vita del nascituro, nella formazione del bambino.

Ricordo infine che il bambino nella vita prenatale è un essere attivo, tanto da essere considerato il vero e proprio direttore d’orchestra del suo sviluppo.[2]

Queste informazioni sono note da molti anni sia tra medici, psicologi che ricercatori. Non a caso hanno dimostrato come il periodo prenatale e perinatale faccia parte a tutti gli effetti del percorso della vita, l’inizio di un continuum che è la nostra esistenza fisica e psichica.[3]

Già a partire dal 1924, Otto Rank ipotizzò un legame fra il parto e molti problemi esistenziali e psicologici, visti come reazioni o conseguenza al trauma della nascita e concepì l’utero come un “paradiso perduto” a cui si tende nella ricerca del piacere.[4] In seguito è stato accertato che la sofferenza può esistere anche nella vita intrauterina.

Il dottor Frank Lake afferma che l’esperienza più formativa è quella prenatale, specialmente quella del primo trimestre intrauterino!

Nonostante quasi un secolo di studi e ricerche non viene però data dai genitori, medici, ecc., la dovuta attenzione a tutte quelle esperienze che si sono svolte “in utero”, esperienze che si sono impresse nella nostra memoria fisica e corporea e che contribuiscono alla formazione del nostro temperamento, il nostro carattere e la nostra personalità.

La società di domani sarà composta da quelli che il filosofo Rudolf Steiner definiva “adulti in divenire” e che saranno coloro che andranno a governare, insegnare, che saranno medici, infermieri, spazzini, ecc., ma con un cuore nuovo.

Questo libro non vuole assolutamente far nascere sensi di colpa ai genitori in attesa e a tutte le persone che lo stanno leggendo, ma bensì dare strumenti conoscitivi per contribuire ad un risveglio di una nuova coscienza che porti beneficio a tutta l’umanità.

E’ importante anche sapere che in qualsiasi situazione e in qualsiasi età c’è sempre un rimedio per tutto.

[1] Per maggiori informazioni vedere il documentario Thrive

[2] Editoriale del dottor Gino Soldera (Presidente ANPEP, Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale) dal titolo “L’accompagnamento nella vita prenatale”, da Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale.

[3] “Primo nido – prima casa: alla ricerca dei primi ricordi”, della d.ssa Franca Chiletti, da Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale.

[4] Idem

“La donna deve immedesimarsi sul fatto che il carattere del nascituro dipenderà interamente dalla sua condotta, dalla vita che farà durante questo sacro periodo. Se ella non accoglie in se che pensieri d’amore per tutto quanto v’è di nobile e di buono, il suo bambino manifesterà le stesse tendenze; se, invece, si lascia trascinare dalla collera e ad altre cattive passioni, il bimbo le erediterà inevitabilmente. Perciò durante i nove mesi di gravidanza, ella deve dedicarsi costantemente ad opere buone, liberarsi da ogni angustia e timore, non ammettere pensieri o sentimenti cattivi, togliere dalla sua vita tutto ciò che non è verità profonda e non perdere un momento solo in parole oziose o in opere vane. Come è possibile che il figlio nato da una tal madre non sia nobile e forte?

S’intende che la donna incinta deve mantenere il corpo puro come la mente, respirando aria fresca e libera in gran copia, mangiando cibi semplici e sani, e anche di questi solo quel tanto che può digerire con facilità. Se segue i consigli non avrà alcun bisogno di ricorrere ai medici”.

Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948)

Siamo abituati alla immensa profondità di Gandhi, la grande anima, ma le sue parole esprimono una saggezza che ancora oggi lascia stupefatti.
Saggezza che viene sempre più confermata da ricerche scientifiche nell’ambito della psicologia, della medicina e della fisica quantistica. In pratica tutto quello che abbiamo vissuto dal concepimento e per tutta la gravidanza, tutte le esperienze che ci sono venute incontro, sono memorizzate e ci condizionano, nel bene e nel male….
Non a caso nella delicatissima fase a partire dalle primissime cellule dell’impianto dell’ovulo ad opera dello spermatozoo e durante tutti i nove mesi successivi si seminano le condizioni di sviluppo psicofisico, comportamentale e spirituale del futuro uomo.

L’esempio più calzante è quello del contadino che deve seminare un campo: prima va sistemato e dissodato il terreno eliminando le erbacce e tutto quello che può impedire la semina (rovi, pietre, ecc.). Dopo aver creato l’ambiente più consono alla crescita e alla vita, si passa alla semina vera e propria. La morale è che se si semina in un terreno inquinato, poco fertile e dissestato, i  risultati non saranno ottimali.
Se i genitori fossero veramente consapevoli di quello che sta avvenendo dal punto di vista fisico, emotivo e spirituale nella creatura che si sta formando dentro l’utero materno forse starebbero più attenti a quello che fanno, dicono, pensano, mangiano; eviterebbero anche di trasmettere ansia, angoscia e paura.

Come dice il biologo statunitense Bruce Lipton, esperto di epigenetica: i genitori sono dei veri e propri ingegneri genetici che formano e informano il bambino.
La mamma in gravidanza è una vera e propria spugna che assorbe tutto, e non a caso la sua sensibilità è maggiore rispetto a qualsiasi altro periodo della sua vita. Si aprono addirittura certi canali sensoriali non visibili all’occhio umano (detti antakarana) ma percepibili dalle persone con facoltà extrasensoriali. Questi canali entrano dalla sommità del capo, passano attraverso la spina dorsale, arrivano giù fino alla terra e tornano verso il cielo creando così un collegamento tra noi e il Tutto, un ponte tra l’Uomo e il Cielo (la forma è quella del toroide o toroidale).

Questi canali, che qualsiasi essere umano ha, normalmente hanno uno spessore di circa un centimetro, mentre nella donna in gravidanza tale spessore si allarga molto di più. Questo è il motivo per cui le mamme possono ricevere comunicazioni sottili dai cosiddetti piani superiori. La donna è una vera e propria porta aperta sull’infinito…
Con tali aperture spirituali è facile immaginare quali bellezze o bruttezze sia possibile seminare, giusto per tornare all’esempio di prima, nella creatura che si sta sviluppando.
Nel mondo duale infatti questa porta può essere aperta verso il bene, il bello e il vero, oppure verso il male, il brutto e il falso. Una mamma che vive nella gioia, nella pace, nella serenità e nell’amore proprio e del suo compagno, riceverà un sano nutrimento per se stessa e per la sua creatura, che ricordiamo essere un adulto in divenire. Al contrario, se la donna vivrà male la sua condizione rimanendo ricettiva a stimoli negativi, tutto ciò andrà a discapito di un sano sviluppo del bambino.

Per il bimbo sono basilari tutti i valori ricevuti da una madre e un padre che lo hanno desiderato, voluto e amato a partire dal concepimento e durante tutto il periodo prenatale. Questa creatura, a prescindere dalla vita adulta che intraprenderà, potrà essere un uomo o una donna felice e libero, e non un infelice della società, arrabbiato con tutto e tutti.
Giorgio Mambretti nel suo ultimo libro “La medicina del futuro; la realtà nascosta della malattia” spiega come “tutto quello che è successo nel momento del concepimento, durante la gravidanza, la nascita e nei primi anni di vita, è registrato.”

Sempre più studiosi stanno comprendendo che già nel momento del concepimento viene registrato dal feto tutto quello che avviene nel mondo esterno, nel bene e nel male…
Lo psichiatra Stanislav Grof è riuscito a dimostrare che il neonato registra tutto quello che avviene in gravidanza (endogestazione), durante il parto e nell’esogestazione (primi 2-3 anni di vita).
Ha portato in ipnosi delle persone facendo loro rivivere per esempio la gravidanza o il parto, e poi le ha fatte disegnare tale evento.
Ci sono persone che hanno vissuto nel grembo materno una favola e chi un incubo vero e proprio…
Ecco perché se tutti avessero dato ai loro bambini le giuste attenzioni e l’amore, forse la nostra società odierna sarebbe molto diversa…

Nell’antica Grecia per esempio le donne incinte vivevano tutte insieme dentro grandi case circondate da un ambiente sereno, nel verde e nella tranquillità, affinché i loro bambini si sviluppassero in una condizione di estrema protezione e si nutrissero del vero e del bello, immersi nella natura, perché ovviamente la natura è il luogo dove una persona si può rilassare e vivere in armonia ed equilibrio.
L’epigenetica, una nuova disciplina della scienza sviluppata accanto alla genetica, ha messo in evidenza l’importanza e il ruolo dei genitori, quale ambiente di vita del nascituro, nella formazione del bambino.

Queste informazioni sono note da molti anni sia tra medici, psicologi che ricercatori, i quali sanno perfettamente che il periodo prenatale e perinatale fanno parte a tutti gli effetti del percorso della vita, l’inizio di un continuum che è la nostra esistenza fisica e psichica.
Già a partire dal 1924, Otto Rank ipotizzò un legame fra il parto e molti problemi esistenziali e psicologici, visti come reazioni o conseguenza al trauma della nascita, e concepì l’utero come un “paradiso perduto” a cui si tende nella ricerca del piacere.
Addirittura il dottor Frank Lake afferma che l’esperienza più formativa è quella prenatale, specialmente quella del primo trimestre intrauterino!
Nonostante queste conoscenze siano a disposizione da quasi un secolo, non viene prestata dai genitori e dai medici la dovuta attenzione alle esperienze che si sono svolte “in utero”, esperienze che si sono impresse nella nostra memoria fisica e corporea e che contribuiscono alla formazione del nostro temperamento, il nostro carattere e la nostra personalità.

La società di domani sarà composta da quelli che il filosofo Rudolf Steiner definiva “adulti in divenire” e che saranno coloro che andranno a governare, insegnare, che saranno medici, infermieri, spazzini, ecc., ma con un cuore nuovo.
Il grande psichiatra Thomas Verny, uno dei massimi esperti mondiali della vita prenatale, lo va dicendo da molto tempo: “Un’esplorazione della biologia cellulare suggerisce che una forma di ‘coscienza’, una consapevolezza rudimentale del mondo circostante, esiste fin dai primi giorni nel grembo materno. Oggi la prova dell’esistenza di questa memoria cellulare viene confermata dagli scienziati del MIT Massachusets Institute of Technology e dal National Institute of Mental Health. La loro scoperta collettiva, cioè che le cellule dell’individuo accumulano esperienze basate sulla memoria già prima che il cervello si sia formato, sottolinea il ‘dramma’ della vita embrionale, l’urto che avviene al concepimento non è che l’inizio.”

Verny sta semplicemente affermando che già a pochi minuti dal concepimento esiste una rudimentale forma di memoria cellulare…
Se ne fossimo realmente consapevoli, cambierebbe sicuramente il nostro modo di porsi, di fare l’amore, di pensare, di relazionarsi con l’altro… e perché no, anche il nostro modo di pregare.
Queste cose sono risapute da sempre. Già all’epoca il grande Leonardo Da Vinci (1452-1519) era solito dire che quello che vive la mamma lo vive anche il bimbetto, come pure nel vangelo di Luca (1,41/42) se ne parla: “Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo”

Una recente ricerca senese dimostra che la memoria del feto influisce sulla vita post-natale.
Questa ricerca è stata condotta per la prima volta in Italia dal dottor Carlo Bellieni, neonatologo di fama mondiale dell’U.O. di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico “Le Scotte” di Siena.
Questa equipe di medici ha seguito per cinque mesi 43 donne in stato di gravidanza con permanenza forzata nel letto per cause legate ad una difficile gestazione, comparandole con altrettante mamme che, durante lo stesso periodo, non hanno avuto problemi significativi. Il risultato dimostra come i bambini delle mamme rimaste ferme durante la gravidanza hanno avuto qualche difficoltà di equilibrio in più rispetto agli altri neonati (ad esempio hanno maggior tendenza al mal d’auto).

La memoria del movimento è un’altra scoperta realizzata a Siena, confrontando 32 madri ballerine che hanno continuato a danzare intensamente durante i nove mesi, con altrettante madri che non lo facevano. I bambini nati da madri che praticavano danza sono più esigenti nell’essere cullati e richiedono un movimento più vigoroso rispetto agli altri. “Ciò dimostra come il feto possa ricordare il movimento che la madre compie durante la gravidanza e come lo ricerchi ancora dopo la nascita“.
In conclusione l’essere umano può essere aiutato e trasformato – partecipando così al cambiamento di questo pianeta – se e solo se si raggiunge una profonda consapevolezza che tutto quello che ci accade nella vita deriva dal periodo prenatale…

Tratto dal libro “La Vita inizia prima della nascita” di Marisa Bettio e Marcello Pamio

Prima parte

Prima del concepimento
Il concepimento
Emozioni in gravidanza
Memoria dell’acqua
Il papà “incinto”
Lo scudo di Thomas Verny
Il bambino va protetto
Buone norme per la mamma
Posizioni del bambino non naturali
Travaglio
Il parto
Accettazione degli eventi
Preparazione
Spiritualità
Anima del bambino
Dopo il parto
Aspetto spirituale del bambino
Quarantena
Importanza del contatto
Vita intrauterina secondo il prof Grof
Problemi di fertilità
Aborti spontanei
Placenta
Lotus Birth

Seconda parte

Alimentazione per mamma e bambino
Latte di mamma o latte di vacca?
Cibo cotto o cibo crudo?
Allattamento
Svezzamento o slattamento
Signatura Rerum
Le famose “voglie”
Gravidanza = malattia?
Toxoplasma
Diabete gestazionale
Stipsi gravidica
Stipsi neonatale
Coliche
Conclusione
Rimedi placentari

Bevande vegetali naturali

Bevanda di riso integrale e cocco
v grano saraceno e cocco
Bevanda di mandorle
Bevanda di nocciole
v noci del Brasile

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